Fano, donna di 70 anni strangolata dal marito

Nel quartiere Poderino, a Fano, nelle Marche, un uomo ha strangolato la moglie, poi ha tentato di suicidarsi. L’uomo, secondo quanto riporta il Correre Adriatico, ha cercato di togliersi la vita ingerendo dei barbiturici.

Il delitto scoperto da uno dei figli della coppia

Il delitto è stato scoperto da uno dei figli della coppia che attendeva i genitori a cena: non vedendoli arrivare e non riuscendo a contattarli via telefono, è andato a cercarli, ha scoperto la tragedia e dato l’allarme chiamando il 112.  L’uomo è in stato di arresto, accusato di omicidio volontario, ed è al momento ricoverato in ospedale.

Filippo Turetta, l’ipotesi di reato è di omicidio volontario aggravato

Omicidio volontario aggravato dal legame del vincolo affettivo e sequestro di persona sono al momento le accuse formulate dalla procura di Venezia contro Filippo Turetta, indagato per l’uccisione dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin. Lo ha dichiarato il magistrato Bruno Cherchi in un’intervista rilasciata a Fanpage.it. Turetta ha accettato l’estradizione in Italia, con le procedure che dovrebbero svolgersi in tempi rapidi, sembra entro un massimo di 15 giorni.

Si tratta di un’imputazione provvisoria

Il magistrato della procura di Venezia ha spiegato che «si tratta comunque di un’imputazione provvisoria perché «dobbiamo fare tutti gli accertamenti tecnici sui luoghi, sui reperti, sulla macchina, e sentire la sua versione dei fatti. Solo a quel punto si potrà parlare di un’imputazione più completa». Sulla possibilità di considerare l’aggravante della premeditazione ha aggiunto: «Non è il momento di precisare in questi termini la contestazione». Rispondendo alla domanda sull’eventualità dell’ergastolo per Filippo Turetta, il pm ha detto che «la pena dipenderà dalla qualificazione del reato».  Il procuratore ha aggiunto che «non ci sono altri dettagli e da questo momento in poi questi resteranno chiusi all’interno delle indagini che devono essere fatte nei tempi, nei luoghi e nei modi previsti dal codice e non di fronte alla pubblica opinione».

Giulia Cecchettin, flash mob degli studenti di Padova: «Perché sia davvero l’ultima»

Dopo le manifestazioni di domenica a Treviso e Vigonovo, diverse centinaia di studenti si sono radunati nella mattinata di lunedì 20 novembre nel cortile del corso di laurea in Ingegneria a Padova frequentato da Giulia Cecchettin, per un flash mob rumoroso contro i femminicidi in Italia.

Gli studenti: «Deve arrivare l’impegno dello Stato e della scuola»

Alla manifestazione è stato presente anche il direttore di dipartimento, Gaudenzio Meneghesso, mentre nelle aule l’inizio delle lezioni è stato introdotto da un minuto di silenzio. Presenta anche Emma Ruzzon, presidente del Consiglio degli studenti, secondo cui «dobbiamo riconoscere la matrice di questa morte. Quello di Giulia Cecchettin è un femminicidio, serve avere il coraggio di riconoscere che il sistema in cui siamo è intriso di una profonda e radicata cultura dello stupro. Soprattutto però, deve arrivare l’impegno delle Istituzioni, dello Stato, della scuola e delle università». Sempre a Padova, la Rete degli Studenti ha organizzato l’esposizione di striscioni nelle scuole superiori della città, tra cui il liceo Tito Livio frequentato da Cecchettin: «Che questa scuola possa cambiare, perché sia davvero l’ultima», recitano. In serata, alle 19.30, il collettivo Non una di meno Trento ha organizzato, come accadrà in contemporanea con altre città d’Italia, una manifestazione in memoria della giovane e per dire basta ai femminicidi e alla violenza di genere.

Katherine Alvarez, la madre di Kata, è stata denunciata per lesioni aggravate

Katherine Alvarez, la madre di Kata, la bimba scomparsa il 10 giugno 2023 dall’ex hotel Astor, è stata denunciata dalla polizia per lesioni aggravate. Avrebbe accoltellato al volto una connazionale durante una lite, nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 novembre, nei bagni della discoteca Tenax di Firenze.

La vittima ha riportato cinque ferite al volto

La vittima ha riportato cinque ferite al volto, tra la guancia e la sommità della testa, suturate con 18 punti, e ha ricevuto una prognosi di 20 giorni. Sono in corso ulteriori indagini per risalire alle cause della lite, forse scoppiata per rancori pregressi. Non è stata rinvenuta neanche l’arma utilizzata e gli investigatori non escluderebbero che si tratti di un coltello per la compatibilità del tipo di ferite. La vittima ha raccontato agli agenti di essere stata aggredita dalla mamma di Kata, che l’ha colpita con un corpo contundente, mentre Katherine Alvarez ha spiegato di aver agito per legittima difesa. Pochi giorni prima era finito nuovamente nei guai il padre della bambina, Miguel Angel Chicllo Romero.

Ospedale Galliera di Genova, pronto soccorso senza barelle: pazienti per terra

Il consigliere regionale della Liguria Gianni Pastorino, Linea Condivisa e vice presidente della II commissione Salute e Sicurezza sociale, ha denunciato quanto sta accadendo all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Galliera di Genova. Pazienti senza nemmeno una barella sulla quale allungarsi, costretti a stare per terra o su lettini da campo. Le fotografie pubblicate dal consigliere regionale e scattate nella notte tra il 19 e il 20 novembre, ritraggono tre persone stese su barelle appoggiate a terra.

Pastorino denuncia: «Non manca solo il personale»

In una nota firmata, Pastorino ha scritto: «Nonostante lo straordinario impegno degli operatori sanitari (medici, infermieri, Oss e tecnici sfiniti) la situazione del Pronto soccorso dell’ospedale Galliera alle 4.30 della scorsa notte, ma che sta continuando per tutta la mattinata di oggi, è quella che vedete in foto: persone letteralmente per terra, in camera calda su lettini da campo e ambulanze in coda in attesa di recuperare le barelle che sono irrecuperabili. Non manca solo personale, ma anche spazi adeguati dove gli operatori possano agire con sicurezza e le persone sostare con tutte le cure del caso».

L’accusa al centrodestra e la replica

E ancora: «All’assessore alla Sanità Angelo Gratarola dico che questa è la situazione esplicita della sanità pubblica che il centrodestra continua a non considerare. Continuate a parlare delle magnifiche sorti della sanità ligure ma la realtà è questa: persone a terra in uno dei più importanti Pronto soccorso della Liguria con gli operatori che si impegnano allo stremo per far fronte a disagi che chi governa non è soltanto in grado di affrontare, ma neanche di vedere». Non si è fatta attendere la replica dell’assessore Gratarola a Pastorino: «È proprio con la riorganizzazione e il potenziamento del territorio previsti dal Piano Socio Sanitario che si decongestionano gli ospedali e i pronto soccorso».

Giulia Cecchettin, la rettrice dell’Università di Padova: «La laurea ci sarà di sicuro»

«Giulia Cecchettin doveva laurearsi in Ingegneria giovedì 16 novembre, era la prima studentessa attesa alle 8 e mezza. Una laurea che ci sarà, ci sarà di sicuro». Lo ha detto la rettrice dell’Università di Padova, Maddalena Mapelli, durante un convegno in aula magna aperto con un minuto di silenzio in ricordo della giovane uccisa.

Mapelli: «Ora rispetto per la famiglia, la cerimonia quando vorranno loro»

Mapelli ha aggiunto: «Ma questo è il momento di rispettare il dolore della famiglia, del papà e dei fratelli di Giulia. Quando sarà il momento li contatteremo per una cerimonia con le tempistiche e le modalità che vorranno accettare».

Incidente sul lavoro a Roma: operaio morto schiacciato da un macchinario

A Roma si registra l’ennesimo incidente mortale sul lavoro. A rimanerne vittima un operaio che stava lavorando in un cantiere di via Ludovisi 46, vicino via di Porta Pinciana, deceduto per essere stato schiacciato da un macchinario. A nulla sono valsi i tentativi di soccorso da parte del personale specializzato, con l’uomo che sarebbe morto sul colpo.

Chiuso il cantiere e sequestrato il macchinario

Secondo quanto ricostruito, l’uomo stava lavorando insieme ad altri colleghi quando, per ragioni ancora tutte da accertare, è rimasto schiacciato da un macchinario in uso nel cantiere. Sul posto, oltre ai soccorritori, sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Roma via Vittorio Veneto e della compagnia di Roma Centro, che hanno provveduto a chiudere il cantiere e a sequestrare il macchinario che ha causato la morte del lavoratore.

L’attivismo di Elena Cecchettin, gli haters e l’antipatia della stampa di destra

Non la solita parente della vittima chiusa nel suo dolore. Ma un’attivista che sta provando a non rendere del tutto vana la morte della sorella. Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, ma anche nelle ore immediatamente successive alla scomparsa, stanno avendo grande eco le parole di Elena Cecchettin, tra social e interviste tivù, che l’hanno persino trasformata in bersaglio politico. «Non fate un minuto di silenzio per Giulia, ma bruciate tutto, e dico questo in senso ideale, per far sì che il caso di Giulia sia finalmente l’ultimo. Ora serve una rivoluzione culturale», è stato uno degli appelli lanciati. Dell’assassinio è accusato l’ex fidanzato di Giulia, Filippo Turetta, arrestato sabato 19 novembre in Germania. Ma non è solo su di lui che si sta concentrando Elena, che ha chiamato in causa il sistema culturale patriarcale della nostra società, rispolverando slogan e battaglie femministe.

Cecchettin: «Non è un delitto passionale, è un delitto di potere, è un omicidio di Stato»

Tra venerdì e domenica sono state migliaia le persone che sono scese in strada nelle principali città venete per protestare contro la violenza di genere. Elena Cecchettin, dopo la fiaccolata a Vigonovo, si è fermata a parlare con i cronisti di Dritto e rovescio, su Rete4. «In questi giorni si è sentito parlare di Turetta e molte persone ne hanno parlato come se fosse un mostro, come un malato. Ma mostro non è, perché il mostro è l’eccezione della società. È quello che esce dai canoni di quella che è la nostra società», mentre lui è «un figlio sano della società patriarcale che è pregna della cultura dello stupro», ha spiegato Cecchettin, aggiungendo che questo tipo di cultura è «un insieme di azioni che sono volte a limitare la libertà della donna, come controllare un telefono, essere possessivi». «Non tutti gli uomini sono cattivi, mi viene detto spesso. Ed è vero. Però in questi casi ci sono sempre uomini, che comunque traggono beneficio da questo tipo di società. Quindi tutti gli uomini devono stare attenti. Il femminicidio non è un delitto passionale, è un delitto di potere, è un omicidio di Stato perché lo Stato non ci tutela e non ci protegge», ha aggiunto Cecchettin. E poi l’appello: «Bisogna quindi prevedere l’educazione sessuale e affettiva in maniera da prevenire questi fatti. Bisogna finanziare i centri antiviolenza in modo tale che ci siano risposte».

La stampa di destra e le insinuazioni sulla “mano” del Pd dietro le parole di Cecchettin

Le dichiarazioni di Cecchettin le hanno già fatto guadagnare le antipatie della stampa di destra, che non riconoscono l’autonomia intellettuale della giovane, sostenendo sia invece in atto una strumentalizzazione politica delle opposizioni contro il governo. «Adesso Boldrini e Pd sono contenti?», ha titolato Libero, in un editoriale in cui il giornale sostiene che dietro le parole della ragazza sia «lecito ipotizzare che ci sia la mano dei “cattivi maestri” che hanno scelto di fare politica su questa tragedia». «Accusano il governo, non il killer», ha aperto invece in prima pagina il Giornale lunedì 20 novembre. Il riferimento è alla risposta di Elena Cecchettin al post su X del vicepremier Matteo Salvini in cui diceva: «Se colpevole, nessuno sconto di pena e carcere a vita», lasciando spazio alla possibilità che Turetta possa anche essere innocente. «Il ministro dei Trasporti che dubita della colpevolezza di Turetta. Perché bianco, perché di “buona famiglia”. Anche questa è violenza, violenza di Stato», ha scritto Elena Cecchettin su Instagram, rilanciando un post dell’attivista Carlotta Vagnoli. La ragazza ha poi pubblicato un altro post di Vagnoli, che ricordava l’astensione al parlamento Ue della Lega e di Fratelli d’Italia sulla ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Più che sufficiente per essere bollata come “nemica” da stampa governativa e simpatizzanti di destra. Con immancabile accompagnamento di haters sui social.

Carol Bugin, ritrovata la ragazza di 16 anni scomparsa a Mestre

È stata ritrovata Carol Bugin, la 16enne di cui si erano perse le tracce da giovedì 16 novembre a Mestre. La giovane era stata vista all’interno di un bar della stazione pochi minuti prima di allontanarli. Ad annunciare il ritrovamento della minorenne è stato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia attraverso il suo profilo Instagram.

L’allontanamento e l’appello di Elena Cecchettin

La ragazza al momento della scomparsa si trovava con un’amica che, all’improvviso, l’ha persa di vista. Dopo aver allertato la madre, è scattata la denuncia alle forze dell’ordine e per quattro giorni di lei non si hanno avuto notizie. Anche la sorella di Giulia Cecchettin, uccisa a coltellate dall’ex fidanzato, aveva sentito l’urgenza di lanciare il suo appello attraverso le storie Instagram del suo profilo: «Vi prego, non di nuovo». Poche ore dopo, la notizia del ritrovamento.

Studentessa bresciana morta in un incidente d’auto a Madrid

Una studentessa bresciana di 17 anni, Guia Moretti, è morta in un incidente avvenuto a Madrid, dove la giovane si trovava per frequentare l’anno scolastico all’estero. La ragazza, che in Italia era iscritta al liceo Bagatta di Desenzano, era nell’auto della famiglia che la ospitava a Madrid e anche la coppia, di 56 e 57 anni, è morta nello schianto. Il bilancio potrebbe ulteriormente aggravarsi visto che anche un’altra passeggera verterebbe in gravi condizioni.

Lo scontro violentissimo e il decesso della ragazza

Così come riferito da Brescia Oggi, la ragazza è rimasta coinvolta in uno scontro con un altro veicolo. L’impatto è stato descritto come molto forte, con le forze del pronto intervento che, giunte sul posto, si sarebbero rese subito conto dell’estrema gravità della situazione. Guia sarebbe stata estratta ancora viva dal veicolo sul quale viaggiava, ma le ferite e i traumi derivanti dall’incidente l’avrebbero uccisa poco dopo. Completamente distrutti i veicoli coinvolti, con le autorità spagnole che ora dovranno cercare di chiarire la dinamica del sinistro. I genitori di Guia, ricevuta la terribile notizia, si sono recati in Spagna per effettuare le pratiche di riconoscimento della salma.

Aggressione con machete fuori da una discoteca, due arresti

Aggredirono tre giovani usando anche un machete fuori da una discoteca di Sesto San Giovanni (Milano). Per questa ragione, la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Monza, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un ecuadoriano e un italiano di origini sudamericana, entrambi di 20 anni e con precedenti, per tentato omicidio, rapina aggravata e lesioni. Vittime dell’aggressione tre ventenni all’uscita della discoteca “Glass Cube” di Sesto San Giovanni (Milano) il 9 luglio scorso, intorno alle 5 dopo una serata trascorsa nel locale. Le indagini svolte dagli agenti della Squadra Investigativa del commissariato di Sesto San Giovanni hanno accertato che che l’aggressione era cominciata nell’ambito di discussioni tra coetanei, tutti di origine sudamericana, e, alla fine, un ragazzo di 20 anni aveva avuto lesioni al torace e alle spalle con una prognosi di 90 giorni.

I due si trovano ora nel carcere di San Vittore

Un altro giovane, amico della vittima intervenuto in suo aiuto, colpito con calci e pugni al volto, aveva riportato contusioni e lesioni guaribili in 14 giorni ed era stato rapinato del telefono cellulare. Un terzo amico aveva subito un tentativo di aggressione con il machete riuscendo a schivarne i colpi. I due si trovano ora nel carcere di San Vittore e il questore di Milano aveva adottato subito dopo il provvedimento di chiusura del locale per dieci giorni.

In arrivo piogge e venti forti al Centrosud

Colpirà inizialmente il Centro, per poi toccare anche il Sud, la nuova perturbazione in arrivo martedì 21 novembre dalla Scozia. Sarà in queste parti dell’Italia, informa il direttore de iLMeteo.it Antonio Sanò, che ci sarà un’importante fase di maltempo, soprattutto su Marche, Umbria, Appennini e poi Abruzzo, Campania e zone interne di Toscana e Lazio. Inizialmente verrà coinvolta anche l’Emilia Romagna. La posizione del minimo depressionario favorirà l’ingresso di venti nord orientali al Nord e ancora da ovest/sudovest sul resto d’Italia. Mercoledì il ciclone, precisa Sanò, si sposterà rapidamente verso il basso Tirreno, sarà così che la ventilazione fredda da nordest aumenterà d’intensità. Le temperature inizieranno a diminuire e la neve potrà scendere diffusa sugli Appennini centrali anche sotto i 1200 metri pure sotto forma di temporale. Le precipitazioni raggiungeranno anche il Sud, ancora la Campania, ma pure Sicilia e Calabria e localmente Puglia.

Sole al Nord

Al Nord, continua Sanò, invece splenderà il sole. Il ciclone giovedì scenderà ulteriormente e raggiungerà la Sicilia. In questa giornata ci saranno condizioni di maltempo proprio sull’isola, ma anche su Calabria e Puglia meridionale, i venti a rotazione ciclonica soffieranno intensamente da nord sui bacini centro-meridionali, più deboli altrove. L’aria fredda inizierà a farsi sentire con un sensibile calo delle temperature. Torneranno le gelate notturne al Nord.

Filippo Turetta ha accettato l’estradizione: in Italia entro 15 giorni

Si è conclusa in Germania, a Bad Durremberg, la fuga di Filippo Turetta, accusato di aver ucciso a coltellate e aver abbandonato il corpo dell’ex fidanzata di Giulia Cecchettin. Il giovane, nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto che si è tenuta in Germania nella giornata del 19 novembre, ha accettato l’estradizione in Italia, con le procedure che dovrebbero svolgersi in tempi rapidi, sembra entro un massimo di 15 giorni, trascorsi i quali Turretta sarà a disposizione della giustizia italiana.

La procedura per l’estradizione

A riferire del consenso all’estradizione è stato il suo avvocato Emanuele Compagno, informato a sua volta da un collega tedesco che lo ha assistito d’ufficio: «Dice di aver trovato il ragazzo provato, stanco, ma non in cattive condizioni. Per trasferirlo in Italia potrebbero servire una quindicina di giorni». Il giovane è attualmente detenuto nel carcere di Lipsia in attesa che la richiesta italiana venga esaminata e approvata dal Tribunale regionale tedesco.

Nordio: «Previsti tempi rapidi»

Così come sottolineato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, «tutto dipende dalla magistratura di Venezia, ma generalmente i tempi sono molto rapidi». Lo stesso concetto è stato ribadito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale ha sottolineato che Filippo Turetta «potrà essere affidato in pochi giorni alle forze dell’ordine e alla giustizia italiana per subire un giusto processo». L’Italia ha già provveduto a tradurre in tedesco il mandato di cattura internazionale e a inviarlo alle autorità competenti. Nel momento in cui tutte le pratiche per l’estradizione verranno svolte, la polizia giudiziaria italiana andrà in Germania a prendere il ragazzo per trasferirlo in Italia e metterlo a disposizione delle autorità giudiziaria. Solo in quel momento la magistratura potrà avviare il percorso volto a far emergere i dettagli ancora non noti dell’intera vicenda che ha portato alla morte e all’occultamento del cadavere di Giulia.

Carol Bugin scomparsa a Mestre: ha 16 anni ed è irreperibile da giovedì

Sono in corso le ricerche di Carol Bugin, una ragazza di 16 anni scomparsa giovedì 16 novembre da Mestre. La famiglia, che ha presentato una denuncia ai carabinieri, ha lanciato un appello sui social mettendo un numero di cellulare al quale fornire notizie in caso di avvistamenti. L’appello è stato rilanciato anche da Elena Cecchettin, sorella di Giulia, accoltellata e uccisa dall’ex fidanzato. «Vi prego, non di nuovo», ha scritto a corredo della storia Instagram.

Carol scomparsa da Mestre: era con un’amica che l’ha persa di vista

Carol è alta 1.68, ha capelli castani, occhi verdi e tante lentiggini sul naso. Al momento della scomparsa indossava un giaccone nero poco più lungo della vita e probabilmente un jeans chiaro. Chiunque l’avesse vista è invitato a contattare le forze dell’ordine o la famiglia al numero 3385866576. Secondo quanto ricostruito, la giovane si trovava con un’amica di Spinea con la quale ha poi raggiunto la stazione di Mestre. A un certo punto Carol si è allontanata e l’amica l’ha persa di vista, informando la madre che è subito giunta sul posto. È stata vista l’ultima volta al bar Enjoy sotto i portici della stazione. Da allora la 16enne, che non avrebbe né denaro né telefono né documenti, non ha più dato sue notizie.

Giulia Cecchettin, la sorella contro Salvini: «Dubita della colpevolezza di Turetta perché bianco»

Elena Cecchettin, sorella di Giulia, ha pubblicato una storia sul suo profilo Instagram accusando Matteo Salvini di «violenza di Stato». Lo sfogo è giunto dopo che il leader della Lega ha commentato la notizia dell’arresto di Filippo Turetta, accusato dell’omicidio della giovane, con un «se colpevole, nessuno sconto di pena e carcere a vita». È stato quel “se” ad aver indignato Elena, che ha così reagito: «Un ministro dei Trasporti che dubita della colpevolezza di Turetta perché bianco, perché “di buona famiglia”. Anche questa è violenza, violenza di Stato».

Giulia Cecchettin, la sorella contro Salvini: «Dubita della colpevolezza di Turetta perché bianco»
Storia di Elena Cecchettin (Instagram).

La replica di Salvini: «Filippo evidentemente colpevole ma condanna da stabilire in Tribunale»

A poca distanza temporale, pur non facendo esplicito riferimento alla storia della 24enne, Salvini ha pubblicato un post chiarendo la sua posizione sulla vicenda: «Per gli assassini carcere a vita, con lavoro obbligatorio. Per stupratori e pedofili – di qualunque nazionalità, colore della pelle e stato sociale – castrazione chimica e galera. Questo propone la Lega da sempre, speriamo ci sostengano e ci seguano finalmente anche altri. Ovviamente, come prevede la Costituzione, dopo una condanna stabilita in Tribunale augurandoci tempi rapidi e nessun buonismo, anche se la colpevolezza di Filippo pare evidente a me e a tutti».

Giulia Cecchettin, martedì un minuto di silenzio nelle scuole

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha lanciato un invito alle scuole a rispettare un minuto di silenzio nella giornata di martedì 21 novembre 2023 in onore di Giulia Cecchettin e di tutte le donne abusate e vittime di violenze. La decisione si inserisce nell’elenco di iniziative organizzate in memoria della giovane, accoltellata e uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta, tra cui quella di conferirle la laurea in Ingegneria biomedica che avrebbe dovuto ottenere pochi giorni dopo l’omicidio.

La laurea in Ingegneria e il fiocco rosso nel giorno dei funerali

«Domani inviterò tutte le scuole», ha annunciato Valditara a proposito del minuto di silenzio in memoria della vittima. Lo stesso ha annunciato che mercoledì verrà presentato il piano Educare alle relazioni, il progetto pensato dal suo ministero per combattere la violenza sulle donne e introdurre la cultura del rispetto nelle scuole. Contestualmente, la ministra dell’Università Annamaria Bernini ha reso noto che Giulia riceverà la sua laurea in Ingegneria biomedica all’università di Padova. Non si tratterà di una laurea honoris causa ma di una laurea vera e propria, avendo di fatto la ragazza concluso il suo percorso di studi: «Le mancava solo la discussione della tesi. È già dottore, manca solo la formalità». Tra le altre iniziative proposte per onorare la memoria di Cecchettin anche quella di indossare un fiocco rosso, divenuto simbolo contro la violenza di genere, e di esporre nei luoghi pubblici e privati oggetti di colore rosso nel giorno dei suoi funerali. Si tratta di un’idea del governatore del Veneto Luca Zaia, che per quella giornata ha anche disposto il lutto regionale.

Giulia Cecchettin, stasera a Vigonovo la fiaccolata in memoria della giovane

Tutta Vigonovo si è stretta intorno ai familiari di Giulia Cecchettin, la ragazza di 22 anni uccisa a coltellate e abbandonata nei pressi del lago di Barcis dall’ex fidanzato Filippo Turetta, arrestato in Germania in attesa di essere estradato in Italia. Pupazzi, disegni e mazzi di fiori hanno circondato l’abitazione della vittima, con centinaia di persone accorse nel comune del Veneziano per esprimere la propria vicinanza alla famiglia. Per la serata di domenica 19 novembre è stata anche organizzata una fiaccolata in memoria della giovane.

La fiaccolata per Giulia Cecchettin organizzata da Vigonovo e Saonara

Il sindaco di Vigonovo Luca Martello ha dichiarato due giorni di lutto cittadino, per sabato 18 e domenica 19, e le bandiere esposte fuori dal municipio sono state listate a lutto. Congiuntamente con l’amministrazione comunale di Saonara (Padova), ha poi proceduto a organizzare il corteo per le strade del paese. «Le nostre comunità si riuniranno per essere vicine alla famiglia di Giulia. In questo momento non ci sono altre parole da aggiungere», hanno dichiarato. La fiaccolata inizierà alle 19 presso il Parco Norma Cossetto di via Scarpis, a ridosso dell’edificio postale, e si snoderà lungo le vie di Vigonovo. Passerà davanti all’abitazione di Giulia e si concluderà in Piazza Marconi, nello slargo più grande e centrale del paese.

Filippo Turetta, i tempi e le procedure per l’estradizione in Italia dopo l’arresto in Germania

Ci sono dei tempi tecnici per l’estradizione di Filippo Turetta, arrestato in Germania con l’accusa di aver ucciso a coltellate e aver abbandonato il corpo dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, il cui cadavere è stato trovato nei pressi del lago di Barcis. Secondo le prime informazioni, il giovane sarebbe stato fermato mentre era fermo nella corsia di emergenza lungo l’autostrada A9 all’altezza della cittadina di Bud Durremberg. Dopo l’arresto, è stato condotto in un ufficio della polizia tedesca.

La Germania ha fino a 60 giorni di tempo per decidere 

Nelle prossime ore il ragazzo dovrà comparire davanti a un giudice per la procedura di validazione del mandato di arresto europeo che pendeva su di lui, emesso dalla procura di Venezia dopo la conferma della sua fuga oltreconfine – la sua auto mercoledì era stata registrata in Austria. Turetta ha diritto ad avere un legale, un interprete e il gratuito patrocinio. Dopodiché la Germania avrà fino a 60 giorni di tempo per adottare la decisione finale sull’esecuzione del Mae. I giorni si riducono a 10 se il giovane acconsente alla consegna. Una volta deciso, il ricercato dovrà essere consegnato il più rapidamente possibile a una data convenuta tra le autorità incaricate (al massimo entro 10 giorni dalla decisione relativa all’esecuzione del mandato d’arresto).

Gli agenti andranno a prenderlo oltreconfine e lo porteranno in Italia con volo diretto a Fiumicino

La consegna avverrà attraverso lo Scip, il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia che opera presso la Direzione centrale della Polizia criminale. Gli agenti andranno in Germania a prendere il giovane e lo porteranno in Italia, in genere con un volo diretto a Fiumicino dove sarà eseguito l’ordine di custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio (a cui potrebbero aggiungersi le aggravanti della premeditazione e della crudeltà).

Giulia Cecchettin, Zaia annuncia il lutto regionale in Veneto nel giorno dei funerali

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha dato disposizioni perché nel giorno dei funerali di Giulia Cecchettin sia dichiarato il lutto regionale. La giovane è stata trovata morta sabato 18 novembre nei pressi del lago di Barcis dopo essere stata uccisa con diverse coltellate, abbandonata al bordo della strada e lasciata scivolare in un dirupo per 50 metri. L’ex fidanzato Filippo Turetta, accusato dell’omicidio, è stato arrestato in Germania dopo oltre una settimana di fuga.

Bandiere delle istituzioni a mezz’asta nel giorno dei funerali di Giulia Cecchettin

«Avremo tutte le bandiere delle istituzioni a mezz’asta e l’intero Veneto si stringerà in un abbraccio alla famiglia, gli amici di Giulia, a tutti coloro che le hanno voluto bene», ha annunciato il presidente della Regione. «Il dolore e lo sgomento», ha aggiunto, «coinvolgono, in queste giornate, l’intera comunità veneta. Ci si interroga sui perché di una vita spezzata senza senso, sull’oltraggio a una ragazza che era simbolo per il proprio impegno nella vita e per il suo sorriso gentile. Propongo quindi di indossare non solo il 25 novembre ma anche nel giorno dei funerali il fiocco rosso, divenuto simbolo contro la violenza di genere, e di esporre nei luoghi pubblici e privati oggetti di colore rosso». Non è ancora noto quando potranno avere luogo le esequie della giovane, dato che prima dovrà essere svolta l’autopsia.

Filippo Turetta aveva cercato kit di sopravvivenza in montagna su Google

Continuano a emergere nuovi dettagli sul caso di Giulia Cecchettin e Filippo Turetta. A distanza di un giorno dal ritrovamento del cadavere della giovane – accoltellata, abbandonata al bordo della strada e lasciata scivolare in un dirupo per 50 metri -, l’ex fidanzato è stato arrestato in Germania. Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo e sarà un giudice tedesco a dover decidere sulla sua consegna alle autorità italiane. Dovrà rispondere dell’omicidio di Giulia e la sua versione potrà fornire nuovi elementi agli investigatori che stanno indagando sulla vicenda.

Le ricerche di Filippo Turetta sui percorsi in Tirolo

Gli inquirenti hanno intanto iniziato ad analizzare il materiale sequestrato a casa di Filippo. Secondo quanto riportato dal Corriere, scandagliando il pc si è scoperto che aveva cercato online come reperire kit di sopravvivenza in montagna ma anche percorsi, mappe e tracciati del Tirolo. Non si sa a quando risalgano queste ricerche, ma se fossero recenti farebbero presupporre una premeditazione della fuga, aggravando così la sua posizione.